SCOPRIAMO LA PRIMAVERA… AGYEMANG E BESUZZO

Siamo ai play off con Il Novara Calcio 2015/2016, mentre è finita la stagione per la Primavera di mister Gattuso che ha conquistato la nona posizione finale in classifica. Nel gruppo anche Stefano Besuzzo, attaccate classe ’98 che ha vissuto la prima parte del campionato al Torino per poi far ritorno alla base durante il mercato di gennaio. Stefano e il pallone si sono conosciuti durante l’infanzia “alla Poirinese, un paese in provincia di Torino. Successivamente ho giocato a Chieri per tre stagioni, nella Valenzana per un anno e cinque anni fa sono arrivato al Novara”. Un ruolo importante il suo “sono un attaccante che può giocare in ogni posizione dell’attacco, anche se quello che preferisco è giocare come “falso nove” in cui posso svariare e toccare tanti palloni. Diciamo che non sono un colosso, (1,78 circa d’altezza), quindi devo cercare di sfruttare la tecnica e la velocità piuttosto che il fisico”.
Come ogni ragazzo della sua età anche Stefano ammira dei campioni mondiali per carpire i loro segreti “il mio giocatore preferito da sempre è stato Alessandro del Piero, sia perché sono juventino dalla nascita sia perché penso possa essere un modello per i giovani di oggi quando iniziano a giocare a calcio. Nel calcio attuale un giocatore che mi piace molto è Vazquez del Palermo, perché le sue giocate mi divertono tantissimo, i suoi dribbling e i suoi tunnel sono incredibili e ogni volta che posso guardo le partite della sua squadra concentrandomi su di lui. Spero possa avere successo in squadre più grandi, o anche alla Juve. Nel Novara invece mi è sempre piaciuto molto Pablo Gonzalez, sia per la storia dell’essere un postino che diventa un calciatore professionista, sia perché ha contribuito così tanto al calcio novarese e italiano. Mi è sempre sembrato umile come persona, ed è forse l’aspetto più importante”. La stagione di Besuzzo si è suddivisa tra Torino e Novara: soddisfatto di questi ultimi dodici mesi? “Sinceramente no, ho giocato meno rispetto agli anni scorsi, però nel frattempo ho comunque conosciuto un ambiente importante come quello del Torino, dove ho trovato splendidi compagni e ho imparato molte cose. Qui a Novara conoscevo già tutti praticamente, è stato facile inserirmi di nuovo, soprattutto per il fatto di essere 98 ed essere arrivato dopo ho faticato a trovare posto”. Nonostante la tua giovane età, hai già conquistato titoli o trofei importanti? Tue emozioni? “Beh, l’anno scorso siamo stati campioni d’Italia lega pro e devo dire che di emozioni ne ho provate tante e diverse, anche se la gioia più grande è stato il gol in finale con la Reggina”. Valigia piena di sogni per un diciottenne pieno di speranze “voglio continuare col calcio, poi nella vita di tutti i giorni mi piacerebbe trovare un lavoro che mi soddisfi, che mi renda felice”.
In questo numero vi presentiamo anche Emmanuel Agyemang Akwa-Dei, il centrocampista azzurro del Ghana, classe 1998, proveniente dagli Allievi Nazionali: “sono nato in Africa, li non pensavo di giocare un giorno a calcio in una squadra professionistica; in Ghana mi divertivo con gli amici per strada. Dieci anni fa ho raggiunto i miei genitori a Oleggio. Un pomeriggio ho seguito mio cugino che giocava nella squadra locale e ho avuto il colpo di fulmine. Da lì ho iniziato a giocare a calcio, nell’Oleggio. Dopo tre stagioni sono andato al Legnano esordienti ma dopo una sola annata sono ritornato alla base. In un torneo sono stato visionato da un osservatore del Milan e dopo un provino sono diventato rossonero e li ho giocato una stagione. Sono stato scelto dal Novara e da sei anni indosso la maglia azzurra”. Profilo interessante il suo, giocatore di temperamento “sono una mezz’ala pura più offensiva che difensiva, un giocatore di spinta. A volte faccio l’ala destra se il mister fa il 4-3-3. Cerco il gol personale o metto le palle in mezzo per i compagni. Mi piace moltissimo servire assist per i compagni”. Dagli Allievi al campionato Primavera “non ho sentito molto il cambiamento di categoria anche se all’inizio non ho trovato molto spazio ma piano piano ho scalato le gerarchie con il lavoro quotidiano. Una “gavetta” che servirà per la prossima stagione che sicuramente sarà importante per un gruppo solido che si conosce e che è maturato notevolmente”. Emmanuel si porta nel cuore un episodio importante per la storia del club “la finale della scorsa stagione a Chianciano e il gol che ho segnato contro la Reggina. Diventare Campione d’Italia è stato un sogno”. La propria Patria non si scorda mai “vorrei indossare la maglia del Ghana, giocare e lottare per la mia nazione. In Italia mi sono sempre trovato bene. A Novara sto benissimo, una città bella e una Società fantastica. Ambiente genuino, con una struttura (Novarello) che per me è una seconda casa”.
Studente-giocatore Emmanuel “frequento il Bellini e al pomeriggio vado agli allenamenti. Sono un ragazzo tranquillo, non vado spesso a ballare. Quando andiamo organizziamo serate tra compagni di squadra al Celebrità dal mio amico Mirko Pr”.

Fonte: Il Fedelissimo

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